L’arrivo di Gabriella Balemi-Cattori a Mboro e la nascita di un impegno umano.
Molto prima che i primi progetti vedessero la luce a Mboro, una convinzione guidava già Gaby.
Il suo percorso in diversi paesi africani le ha insegnato a guardare oltre le apparenze.
Lì ha scoperto donne e uomini dotati di immensa dignità, culture ricche, conoscenze preziose e una straordinaria capacità di resilienza.
Per lei, la solidarietà può nascere solo dal rispetto, dall’ascolto e dalla condivisione.
Rifiuta gli sguardi riduttivi che vedono solo la povertà e sceglie di mettere in luce le ricchezze umane, le tradizioni e le capacità di ogni comunità.
Questa visione profondamente umanistica diventerà, alcuni anni più tardi, il fondamento del suo impegno a Mboro.
Nel corso degli incontri e grazie all’esperienza acquisita sul campo, maturerà una convinzione fondamentale: lo sviluppo sostenibile si costruisce insieme alle popolazioni attraverso un approccio basato sulla cooperazione, sulla trasmissione delle conoscenze e sulla condivisione delle responsabilità.
È proprio questa evoluzione che oggi ispira il Villaggio Solidale di Keur Gaby, dove ognuno è riconosciuto come protagonista del proprio futuro.
Ecco qual è la mia Africa di Gabriella Balemi-Cattori: il rispetto e l’amore per un popolo che ha infinite cose da insegnarci.
Questa convinzione rimane al centro del nostro impegno e ci ricorda che le ricchezze più belle non sono solo materiali, ma si scoprono nell’incontro, nella condivisione delle conoscenze, nella trasmissione dei valori essenziali e nella fiducia riposta in ogni persona affinché diventi protagonista del proprio futuro.





